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LA NASCITA DELLA SEZIONE DI VERCELLI
Storia e Curiosità

Il 15/03/1898, a Torino, in occasione di un incontro triangolare fra le squadre di Genova, Alessandria e Torino, viene fondata la Federazione Italiana Giuoco Calcio per rispondere all'esigenza di riunire le Società esistenti in un Ente che coordinasse il rispetto delle regole e l'incolumità già minacciata degli arbitri.
Allora si parlava già di incolumità arbitrale specialmente per le intemperanze dei giocatori che non sempre riconoscevano l'imparzialità e la buona fede dei "direttori di giuoco" come allora si chiamavano gli arbitri. 
Costoro venivano quasi sempre scelti nel campo di quegli entusiasti che "gentilmente si prestavano", nella maggior parte dei casi senza essere sottoposti ad esami preventivi. All'epoca della fondazione della Sezione Calcio dell'U.S. Pro Vercelli, nei primi anni del secolo scorso, l'intero movimento arbitrale veniva indirizzato su nuove e più concrete basi. Poichè il calcio acquistava importanza e si diffondeva, la F.I.G.C., che era continuamente tormentata da centinaia di reclami sulle decisioni degli arbitri più o meno improvvisati, decideva di tesserare i primi arbitri ufficiali scegliendoli fra i dirigenti e fra gli stessi giocatori. Vennero cosė nominati arbitri i genovesi Enrico ed Edoardo Pasteur, Calė, Spenley, i torinesi Dobbie, Beaton Savage, Schonbrodt, i milanesi Bosisio, Kiplin, Suter e Davies. Di questo gruppo solo i due Pasteur, Bosisio e Calė erano italiani. 
Fra i primi arbitri che si fecero ammirare sul campo delle "bianche casacche" vercellesi, sette volte campioni d'Italia, si ricordano: Goodley, Pasteur, radice, Scamoni e Umberto Meazza. Quale sia stato il primo arbitro "bicciolano" è difficile stabilirlo. Pere che il primo vercellese sceso in campo sia stato Piero Albertini. Altri due vercellesi dell'epoca di Albertini furono Francesco Visconti ed Ettore Berra.
Anche costoro pare che iniziassero la carriera agli albori del secolo precedente, ricevendo la nomina arbitrale a Vercelli, da partire di una Commissione composta da dirigenti federali venuti da Torino e Milano. Diressero entrambi gare di "Prima Categoria" (l'attuale Serie A). Di Visconti si ricorda appunto una partita Genoa-Inter. A quei tempi gli arbitri ricevevano le designazioni il Giovedė precedente la Domenica in cui veniva disputata la gara. Per le loro prestazioni ricevevano il rimborso delle spese di viaggio più una somma (dieci lire). Qualche anno dopo un altro vercellese si dedicò all'arbitraggio: Marcello Bertinetti, che diresse gare di "Seconda Categoria". Poi venne la guerra italo-austriaca ed il fischietto venne appeso al chiodo e Vercelli rimase senza arbitri. Visconti e Bertinetti, ottimi spadaccini, con fama di rinomati maestri di scherma, lasciarono i campi di calcio e ... calcarono i campi di battaglia. Bertinetti, inoltre, fu presidente dell'U.S. Pro Vercelli. Berra, invece, si dedicò al giornalismo e la sua penna divenne conosciutissima negli ambienti sportivi. 
Va ricordato che i primi arbitri dovevano appartenere ad una società calcistica, come soci, per essere autorizzati a dirigere gare di calcio.
Nel 1920, però, essi cominciarono ad essere sottoposti a prove da Commissioni nominate dalla F.I.G.C. I primi a Vercelli che le superarono furono cinque: il Camp Asei Conte Piero, il Rag. Vedda Eraldo, il Geom. Mario Ferraro, il dott. bodo Antonio e Martelli Carlo.
Nel 1921 gli arbitri, pur appartenendo a società calcistiche, facevano già parte di una organizzazione che era sorta nel lontano 1911 a fianco della F.I.G.C.: l'Associazione Italiana Arbitri (A.I.A.). In seguito si ebbero alcuni anni di stasi e nessun reclutamento venne ulteriormente fatto. 
Nel 1925 si verificò la prima vera infornata di arbitri vercellesi. Vennero promossi aspiranti: D'Alessandro Mario, Pavignano, Vigone Carlo, Guala Vincenzo ed il tenente Ettore Mangano. 
Al 1 gennaio 1926 la situazione degli arbitri federali in funzione nella stagione 1925/26, comunicata dall'Avv. Mauro, Presidente dell'A.I.A., a mezzo del giornale "Il Foot-baal" di Milano comprendeva anche i seguenti vercellesi residenti in altre città: Bruna Giovanni, Juventus di Torino, residente a venezia. Era nato a Vercelli (fraz. Cappuccini) ed aveva diretto gare di massima categoria; Mattea Francesco, Casale F.C., residente a Torino. Era nato a Santhià (VC) e sarebbe diventato uno dei migliori arbitri nazionali ed internazionali; Sassi Luigi e Milanesi Erranti.
Occorre ricordare che nel giugno 1926, a seguito della riforma della F.I.G.C., veniva sciolta anche l'A.I.A., e al suo posto veniva costituito il Comitato Italiano Tecnico Nazionale (C.I.T.A.).
Il 3 marzo 1927, all'Hotel Fiorina di Torino, la Commissione d'esame promuoveva aspiranti della F.I.G.C. i seguenti vercellesi: Guido Capriolo, Giovanni Barba, Cesare Poggio e Guido Bonifacio. Con il C.I.T.A., nella stagione sportiva 1926/27,e meglio ancora nella stagione 1927/28, cominciarono a costituirsi i primi Gruppi arbitrali, non molti per la verità, se fonti attendibili ci confermano una quindicina in tutta Italia, e neanche nelle città più grandi fatte salvo, forse, Bologna, Venezia e Genova.
Fin d'allora esisteva anche a Vercelli, con sede presso il "Caffè Quaglia", l'Unione Libera Italiana Calcio (U.L.I.C.) che organizzava dei campionati di calcio propri.
Il Comitato vercellese era retto dal Rag. Piero Albertini e da Giovanni Bruna. L'U.L.I.C. era nata il 1° settembre 1917.
Era quindi necessario anche incrementare la categoria degli arbitri sia propri che uliciani ed il 3 febbraio 1928, a Vercelli, una Commissione composta da D'Alessandro (Presidente), Ressia, Balzaretti e Bonifaccio (segretario), promuoveva i seguenti vercellesi: Ugo Boni, Eusebio Dogliotti, Vincenzo Bianzino, Carlo Verona, Anselmo Norzi, Renzo Barone, Carlo Somaglino, Cesare Prati, Oreste Dellarole, Angelo Gaglio e Giuseppe Roncarolo.
A distanza di quattro mesi e precisamente il 6 maggio, dalla stessa Commissione d'esame, venivano promossi Giuseppe Rossi, Renato Bobbola, Emilio Bossi, Ferrero, Mario Prandi, Piero Rota, Riccardo Zambardi, Cesare Testore, Stoppino e Rosso.
Tornando alla costituzione dei Gruppi arbitrali in Italia, nella stagione sportiva 1928/29 essi aumentarono sensibilmente, anche se mancano riscontri ufficiali. 
La lentezza nella costituzione dei Gruppi era dovuta probabilmente alla difficoltà di nominare i cosiddetti "Direttori", di reperire le sedi, di svolgere una certa attività burocratica, con domande di iscrizione da parte degli arbitri, loro tesseramento con richiesta di fotografie e pagamento dei relativi "bolli CONI".
Inoltre i singoli arbitri dovevano versare al loro Gruppo una quota di iscrizione, trasformata in quota annuale, per dar modo al gruppo stesso di far fronte a tutte le spese organizzative. Per ultimo l'avvenuta costituzione del Gruppo imponeva la frequenza a riunioni tecniche teoriche. In quella stagione 1928/29 a Vercelli era ancora il Comitato U.L.I.C. ad avere in mano l'attività arbitrale.
A partire dalla Stagione 1929/30 gli avvisi agli arbitri non venivano più rivolti dall'U.L.I.C., ma da una ancora nominata "Presidenza" che sul giornale "La Sesia" di Martedė 08/10/1929 faceva pubblicare: "Comunicato Arbitrale: Tutti i signori "arbitri effettivi", "aspiranti arbitri" ed "arbitri uliciani" sono pregati di trovarsi Mercoledė sera alle ore 21 presso la sede dell'U.S. Pro Vercelli per comunicazioni importanti. LA PRESIDENZA". 
Quindi gli arbitri venivano radunati in una nuova sede, sia pure provvisoria, quella dell'U.S. Pro Vercelli. 
Probabilmente quel Mercoledė 9 ottobre 1929 veniva fondato il Gruppo Arbitri Vercellesi.

Le notizie sono tratte dal libro "Gli Arbitri di calcio di Vercelli attraverso 60 anni di avvenimenti vari" di Gaetano Scardapane.



 

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